“COGLI L’ATTIMO”   Parte 1

 

Questa volta vorrei prendere in considerazione quegli ambienti che per diffusione sono alla portata di tanti carpisti ossia le cave. Personalmente non amo pianificare le mie uscite di pesca ma quest’anno sono stato costretto a farlo,quindi al fine di soddisfare la mia voglia di carpfishing ho cercato di sfruttare al massimo quelle ore di pausa lavorativa nel corso della giornata per dedicarmi comunque alla mia passione. L’obbiettivo è ottenere il miglior risultato nel poco tempo a disposizione,quindi le priorità cadono sulla scelta del posto non molto distante tra casa e lavoro. Più del solito report di una sessione si tratta del racconto di più sessioni concatenate tra loro in una sorta di evoluzione, da uno stalking iniziale ad un marginal estremodi poche ore.Una cava di medie dimensioni della mia zona,sulle cui rive sono cresciuto come carpista,e che si è conservata più  meno intatta grazie a noi frequentatori ,sarà la mia meta. Ho cominciato a girare la cava,facendo qualche lancio a spinning per cercare di vedere qualche segnale che mi indichi delle zone di alimentazione. Intanto branchi di scarole enormi seguono gli spostamenti della barca con pochissimo timore,come se si aspettassero una pasturata. La prossima uscita di perlustrazione mi vedrà impegnato proprio nella loro cattura,durante la fase di attesa.Concentrerò infatti La mia ricerca in una zona della sponda opposta accessibile solo con la barca. La mia attenzione è caduta su una lingua di ghiaia che degrada dolcemente dai trenta cm ai due metri,  fino allo scalino che scendeva repentino fino a 4. Fino a quando la visibilità me lo permette posso vedere,attraverso gli occhiali polarizzati,delle variazioni di colore della ghiaia che fanno pensare ad una sorta di attività. Comincerò a tastare la zona passando qualche ora con una canna a galleggiante ancorandomi al canneto alle spalle proprio davanti alla zona di acqua bassa. Lancio qualche sessolata di fioccato mista a mais dolce in barattolo e method,il tutto ammollato con acqua e attrattori liquidi,fruit bomb e 666. Il tappeto di granaglie verrà steso in acqua bassa in modo da poter vedere le reazioni del pesce sia con la mia presenza sul posto sia nei giorni successivi. Come presupposto, prime ad accorrere sono le scardole  che molto rapidamente si avventano sul fioccato non curanti della vicinanza della barca. Mi diverto a prenderne qualcuna con il galleggiante innescando del mais in barattolo e tenendole sotto con qualche manciata in acqua ogni tanto. La storia continua per circa un’ora,poi le scardole sembrano allontanarsi mentre comincio ad intravedere delle sagome più scure arrivare da sotto lo scalino, nell’acqua bassa dove avevo lanciato la pastura. Rimango immobile sulla barca osservando quelle macchie scure che si muovono lente a pochi metri da me.Le lenti polarizzate mi permettono di distinguere bene mentre cercano tra la ghiaia le rimanenze di fioccato, così provo a lanciare qualche chiccho di mais per vedere la reazione. Dopo una certa esitazione iniziale i chicchi gialli spariscono aspirati da quelle bocche,così provo ad avvicinare la canna con il galleggiante alla zona di pascolo. Gli stessi chicchi che nascondono l’amo,vengono snobbati.Rimango per il tempo libero che mi rimane ad osservare il via vai di carpe che sale dallo scalino per venire a grufolare sulla mia pastura sapendo che la volta successiva avrei portato una canna più pesante.Il viaggio di ritorno verso casa è tutto incentrato sul rielaborare le informazioni visive acquisite e pianificare una giusta strategia di pesca.

Ho notato che, ad accorrere al richiamo delle pasturazione è il pesce da disturbo,nello specifico scardole che non avendo nel lago predatori naturali hanno raggiunto una mole ragguardevole.Di conseguenza possono essere un problema per gli inneschi anche generosi. Le stesse scardole dopo una frenetica attivitità alimentare iniziale si limitano ad alimentarsi solo di quella superficiale o di facile reperibilità sul fondo,quindi ho buone speranze di mantenere gli spot “caldi” per le carpe con qualche accorgimento. Riflettendo su alcuni particolari ho un intuizione,infatti ho notato che per caso erano finiti tra il fioccato un paio di croccantini per cani e questi ultimi,rimanendo a galla,hanno generato una  sorta di frenesia da parte della minutaglia. Infatti grazie alle dimensioni e alla compattezza resistono ai continui attacchi delle scardole....il resto lo fa una leggera brezza,che increspando le onde le allontana dallo spot. Perfetto!!!,la strategia è pianificata, quindi non appena riesco a ritagliarmi qualche ora libera mi precipito alla cava. Lancio qualche sessolata di fioccato misto a method ammollato abbondandamente con acqua e liquido attrattivo 666 ed Hypnosis...., ad un paio di metri dalla barca in un metro dacqua e mi appresto ad armare la canna.Intanto le scardole appaiono e scompaiono tra le nuvole di pastura che scende sul fondo ma come supposto sono più interessate al paio di pugni di crocchette  a galla. Sto usando una canna da spinning pesante di poco più di due metri con la classica montatura in linea,shock e terminale in fluorocarbon e D rig innescato con tre tigers bilanciate. L’esca è appoggiata con cura su un tappeto di granaglie mentre le scardole si allontanano per seguire le crocchette spinte dal vento. Qualcuna rimane in zona,ma non “intacca” quella macchia gialla che si distingue sopra la ghiaia. Ho rivalutato gli occhiali polarizzati come accessorio essenziale,basta farci un po’ l’occhio e può darti molte informazioni...attraverso le variazioni di colore del fondale ghiaioso, puoi vedere le zone di alimentazione.Infatti le carpe,aspirando la ghiaia per raggiungere le particelle di pastura che finiscono tra i ciotti,  compiono una specie di “lavaggio” che nella fase di espulsione rende i sassolini privi di quella tipica patina verdastra che ricopre il fondale, quindi la zona di grufolatura risulta visibile poichè più chiara rispetto alla zona circostante. Sempre attraverso le variazioni  di colore puoi intravedere lo spostamento dei pesci  a maggiore profondità rispetto a occhio nudo.Infatti da li a breve delle sagome scure cominciano a comparire dallo scalino verso la zona di acqua più bassa....con molta cautela si avvicinano alla pastura  cominciando ad assaggiare  le “periferie” della zona calda. Sono carpe che non superano i cinque kg ma qualche evidente macchia più in profondità mi fa ben sperare che la taglia aumenti. Effettivamente qualche esemplare più grande tenta un approccio alla pastura ma a fare da padrone sono le più piccole.Nonostante le veda aspirare il fioccato vicino l’innesco...... di aspirare anche l’inganno proprio non se ne parla. Eppure la presentazione dell’innesco sembra perfetta....poi vedo che una carpetta delle tre in pastura che tocca lo shock e con un guizzo si dilegua insieme alle altre. Aspetto una ventina di minuti il loro ritorno....ma il tempo a disposizione è scaduto quindi rientro con il solito pensiero in mente,cioè le modifiche da apportare alla strategia di pesca che adotterò nella prossima uscita grazie ai nuovi imput acquisiti. Per prima cosa cambierò terminale per evitare fili sul fondo vicino l‘innesco(fatto tesoro dell’ultima esperienza...), quindi per rendere la presentazione dell’esca più naturale possibile adotterò una montatura a elicottero; il leadcore sarà di quelli ricoperti da filamenti sintetici tipo alga e per renderlo ancora più mimetico sarà tenuto perpendicolare al piombo tramite un galeggiante a pera spaccato utilizzato per la pesca alle trote (posizionato a seconda della profondità) ,proprio come un’alga che spunta dal fondale. Ritaglio un paio d’ore libere e metto in atto la strategia con la nuova variabile.......si ripete il solito copione di arrivo sulla pastura e nonostante le crocchette a galla una scardola cade nel tranello  rimanendo allamata. Riposiziono l’innesco cercando di fare meno rumore possibile.

Ormai anche le carpe dovrebbero aver sentito il richiamo degli attrattori e infatti,come fantasmi cominciano ad apparire le sagome scure intorno alla secca. Ne vedo diverse,...qualcuna in gruppo altre in solitaria .....poi una sagoma più scura che in un primo momento sembrava un gruppo di più esemplari, si manifesta nell’acqua più bassa dimostrandosi una superba regina molto più scura delle altre e sicuramente oltre i venti chilogrammi. La osservo immobile,quasi trattenendo il respiro, mentre fa qualche giro sulla secca tenendosi a distanza dalla zona di pastura e innesco. Dopo qualche minuto,sembrato un eternità sparisce nell’acqua più profonda lasciandomi in mille pensieri. Dopo un pò arrivano altre due carpe una più piccola e l’altra intorno agli otto chili....questa volta vanno dirette sul mix di granaglie ma è quella di modeste dimensioni a rimanere allamata. Non vale la pena riposizionare,mi rimangono pochi minuti di pesca quindi preferisco occuparmi di un’ altra variante da inserire nella prossima uscita....ho pensato di “lavorare” sulla selezione della taglia attraverso gli inneschi,infatti mi sono portato dietro un kg di 666 e uno di Hypnosis che mi appresto a sparpagliare sulla secca. Seguiranno alcune sessioni lampo della durata di circa 2/3 ore in cui si ripetono gli stessi approcci .Dai segni sul fondale la zona è ormai diventata di alimentazione.Le  catture cominciano ad arrivare e pur innescando boiles doppie da 20 mm, ma solo quelle più piccole dai 3 ai 5 chilogrammi rimangono allamate.Ho notato che quando le carpe arrivano singolarmente sull’innesco,sono molto più  diffidenti nell’aspirare le boiles, invece sembrano perdere ogni freno inibitore quando ci sono più esemplari nei paraggi poichè credo si inneschi una sorta di competizione alimentare .......solo che nella maggior parte dei casi il primo ad arrivare sull’innesco è l’esemplare di dimensioni inferiori. Sicuramente, per quanto possa fare meno rumore possibile,sono pur sempre su una barchetta a pochi metri ....quindi il prossimo step,sarà quello di trovare il modo per catturare gli esemplari più diffidenti e di stazza maggiore....soprattutto lei la “regina nera” che in almeno altre due occasioni mi è capitato di vedere gironzolare ai margini della secca. In effetti le mie brevi uscite avvenivano più meno nelle stesso arco di tempo della giornata quindi non avevo alcuna idea di come si comportassero le carpe al di fuori del mio orario.Ad ogni sessione conclusa in efetti, almeno un kg di boiles lo lasciavo in acqua,ma non sapevo dopo quanto tempo le carpe entravano in pastura. Oltretutto durante le  pescate, la diffidenza dovuta alla mia presenza, era amplificata dal combattimento in fase di allamata quindi il riavvicinamento alla zona di alimentazione avveniva proprio nelle fasi conclusive della sessione. A questo punto decido di cambiare postazione,pescherò sempre sulla secca ma questa volta dalla sponda opposta per limitare la mia presenza sullo spot alla fase iniziale di pasturazione e durante il posizionamento dell’esca. Con  questo accorgimento spero di riuscire ad allamare gli esemplari più sospettosi,quindi di taglia.Ho a disposizione mezza giornata quindi la sessione durerà più a lungo del solito e pescherò con due canne una al centro della secca e l’altra ai margini di questa. Innesco una delle due  canne con boiles triple affondanti  666 H72 (boiles da innesco in grado sia di veicolare le sostanze proteiche e attrattive contenute in esse,sia la capacità di resistere agli attacchi della minutaglia) e l’altra con un vistoso trenino di tiger dippato nello spider bianco e impanato nel Junkie neutro. Come al solito la conferma del pesce entrato in pastura me la dà una partenza sull’innesco a tiger e una bella regina di quasi 12 kg arriva a guadino.Successivamente ho pescato nella stessa maniera per altre tre,quattro volte prendendo qualche bel pesce sopra i quindici kg tra cui anche Bruna,la specchi con i nei che già avevo preso per due volte durante i primi mesi dell’anno.Mi è  capitato anche di allamare qualcosa di più grande ma l’ho perso per rottura del terminale. In effetti avevo la sensazione che qualcosa ancora non fosse giusto. Per il tempo di permanenza in pesca dovevo avere la certezza che il terminale fosse efficace anche sotto l’attacco della minutaglia. Intanto che continuavo a pescare,lanciavo in acqua nell’immediato sottoriva (1 metro d’acqua),qualche sessolata di fioccato e method. Anche quì lo stesso copione.....scardole nella prima mezz’ora e poi a seguire loro...compaiono a filo dello scalino per grufolare lungo la parete. Ritiro una delle due canne per piazzarla proprio lungo questa traiettoria  posizionando l’esca in maniera tale da poterla vedere. Mi nascondo dietro un cespuglio della sponda e osservo il comportamento dei pesci....naturalmente pescando a quella distanza ravvicinata è  necessario il massimo selenzio e gli spostamenti limitati al minimo indispensabile. Le scardole gioacano con l’innesco rimanendo qualche volta allamate ma le carpe sono molto più diffidenti,c’è da usare qualche accorgimento in più a livello di attrazione.E’ il momento di giocare la carta delle “bombette” a base di vulcan e liquidi attrattivi. Riempio una retina di PVA con vulcan e sboiles sbriciolate,preventivamente ammollato con Fruit Bomb e 666 Actrattive liquid....poi,a  completare l’opera,un innesco “dippato” nello spider e “impanato” nel junkie. La scelta è vincente poichè nelle successive sessioni lampo sono riuscito ad allamare qualche carpa dai quattro agli otto chili. Ho notato che pasturando ogni volta in quei punti,si creavano delle zone di alimentazione,evidenziate dal fatto che ogni volta che passavo o per pescare un paio d’ore o solo per pasturare, vedevo cambiare la conformazione dello scalino. A forza di spostare la ghiaia alla riceca dei pezzi di pastura si erano creati degli avvallamenti lungo la dorsale dello scalino. Probabilmente l’intensa attività grufolatoria avviene durante le ore notturne o quando non vi è motivo di disturbo sulla sponda. Infatti le catture,durante le mie pescate di due/tre ore sono limitate ad uno massimo due esemplari e dopo una cattura, trascorrono minimo tre quarti d’ora prima che le carpe si tranquillizzino e ritornino sullo spot. Nonostante questo acquisisco sempre più imput riguardo al comportamento.Pescando a vista posso osservare la reazione delle carpe al tipo di esca o terminale. Le granaglie rimangono l’esca più immediata mentre le boiles vengono recepite con meno rapidità seppur giochino un fattore determinante nella selezione delle catture............

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