Forte Carpenedo  di Luca Caridi

Ho cominciato alla metà degli anni ’80 con una canna a due pezzi, filo in bando, piombo da 5 grammi  e un grano di mais, ho praticato la pesca all’inglese per, pian piano appassionarmi completamente a questa tecnica di pesca alla carpa e al suo magico mondo che la circonda, dedicandole ogni mio momento libero dalla metà degli anni ’90. La mia fortuna è quella di avere un posto "esclusivo", un rifugio dove posso esercitare la mia passione e passare ore tranquille, da solo, in compagnia della mia compagna o di amici, un posto dove poter rilassarsi e staccare la spina, un posto dove l’unico suono è quello magico dell’avvisatore!

La location, senz’altro già conosciuta o meta di altri appassionati, si trova nella prima periferia di Mestre vicino Venezia, ed è denominata Forte Carpenedo; si tratta di un ex deposito munizioni risalente a fine ‘800, costruito a scopo difensivo; il forte è aperto al pubblico e si può anche visitare con l’ausilio di una guida; potete trovare eventi e i contatti in facebook cercando “Forte Carpenedo”. 

La struttura è circondata da un canale avente una  profondità massima di 3,50 mt senza grossi dislivelli e la distanza tra le sponde è variabile da 10 mt ai 40 mt; il fondo è ricoperto da vegetazione e foglie di pioppo che creano un fondale soffice, ricco di micro organismi, cozze d’acqua dolce e gamberi; la presenza di tanti alberi caduti all’interno del canale, ne fanno l’ambiente ideale per la frega e riparo per i ciprinidi. Le specie ittiche presenti sono costituite da Persici Trota sino ai 2,0 kg, Carpe sino ai 18 kg, Carassi,  Amur, non molti, ma di ottima taglia dai 10 kg ai 25 kg!

La mia posta non è molto semplice da gestire perché calo le lenze tra due pioppi sommersi dove le carpe, in caso di pericolo, trovano rifugio; la ferrata perciò deve essere decisa e sicura,  con  poca frizione, il minimo indispensabile per attutire lo strappo delle prime fughe. Solitamente posiziono una canna sotto riva, con ottimi risultati; una canna centrale verso la mia destra e una verso la mia sinistra, rispettivamente a quindici e circa cinque metri dalla sponda.

 A fianco, in prossimità del ponte che conduce all'interno dell'ex deposito è possibile individuare un’altra postazione; una canna va calata alla sinistra del primo pilone in ferro, essendo questo un punto di passaggio, il risultato è pressoché sicuro; seconda canna la posiziono a destra del pilone di cemento e la terza la posiziono a ridosso del ponte, sempre verso destra, come visibile in foto. Le partenze sono velocissime e dopo aver ferrato le carpe, per istinto, puntano l'albero in cerca di rifugio è necessario tirare senza dare frizione per evitare che entrino tra i rami del pioppo sommerso con buone probabilità di perdita. Una situazione di questo tipo è frequente se non si conosce il posto e la prima ferrata finisce spesso con un nulla di fatto! Agli amici suggerisco sempre di forzare fin da subito, per quanto possibile. Di solito pesco nel primo spot descritto dove nel 2013 ho avuto parecchie soddisfazioni con carpe di buona taglia e un amur davvero bello. Effettuo una pasturazione con mais cotto e boiles Iso teck al mais della F.B.I. B.A.I.T.S. azienda con cui collaboro da tre anni con ottimi risultati.

Gli inneschi che preparo sono molto semplici: una singola affondante da 20 mm e due snow-man con aromi diversi tra loro come ad esempio berry cream singola, moster crab, king mussel pop-up da 16 mm, 666 con red demon pop-up da 16 mm o con altri aromi tipo il DNA, X File, Virus, hypnosis nuova esca in fase di test, sempre con sacchettino in pva o retina di betain pellet e boiles sbriciolate bagnate con il booster alla frutta, crema, fish, spezie una spolverata di mais e il gioco è fatto. All’interno del forte comunque ci sono circa 6/7 postazioni di pesca, non tantissime, ma tutte ottime e con buone possibilità di cattura.

Molti anni fa era accessibile su più e anche in poste  più strette purtroppo la scarsa manutenzione del verde ha fatto si che la natura abbia ripreso possessori altre postazioni che sono state coperte da una  folta vegetazione e quindi si prestano poco alla pratica del carpfishing. Nel complesso il posto è incantevole e spesso in estate si vedono carpe nuotare tranquille a pelo d’acqua.

Essendo il canale poco profondo, in piena estate l’acqua si riscalda molto e questo rende le carpe apatiche riducendo di conseguenza, le probabilità di cattura. In questi momenti quindi di minor attività del pesce preparo degli Vulcan stick mix alla frutta, spezie o fish, lo bagno con spider F1 o F2, tingendo gli inneschi anche sui gel Junkie Powder alla frutta, spezie, fish o neutro che con la loro azione in acqua, attirano e incuriosiscono le carpe. Il periodo migliore per pescare è prima o dopo la frega o alla fine di  una forte pioggia che ossigena e rinfresca l’acqua.

Come parte finale, che è la parte più importante uso principalmente dei combi link rig lasciando l’ultima parte più morbida e leggera possibile quasi da sembrare un’esca naturale, in modo da indurre anche le più diffidenti ad abboccare.

Uso anche finali in ghost , treccia, D rig, chod-rig; tutto dipende sempre dove si pesca, dal tipo di fondale, la pressione di pesca, trasparenza dell’acqua, la profondità; in base a tutto questo vario quindi la lunghezza e il tipo di finale. La cosa che non faccio mai mancare quando calo le lenze, è un sacchettino in p.v.a. con pellet e boiles sbriciolate.

Unico grande problema di questo posto, durante il periodo estivo, sono le tartarughe e i gamberi che fanno pulizia delle esche; unica soluzione quindi è ricoprirle con retina termo restringenti vari onde evitare di restare senza esca tutta la notte e di tanto in tanto rinfrescare la pasturazione.

D’inverno, con temperature rigide l’acqua ghiaccia o comunque si fredda a tal punto che le carpe mangino molto sporadicamente.

Un consiglio che posso dare è di non stare mai al riparo sotto gli alberi perché, non essendo curati, possono cadere rami in qualsiasi momento. Per raggiungere questo posto immerso nel verde, anche solo per una passeggiata o un pic-nic è semplice: per chi viene da Milano autostrada A4/ A57,  passata la barriera di Villabona si continua la tangenziale si esce alla terza uscita Treviso-Venezia e seguendo in direzione Venezia in Via Martiri della libertà al primo semaforo svoltare a destra in via Pasqualigo, dopo 500 mt svoltare a destra  in via Don Luigi Sturzo, lungo rettilineo alla precedenza risvoltare a destra in Via Vallon seguire la strada e ce lo troveremo davanti; anche per chi proviene da Trieste le indicazioni sono le stesse.