GIVE ME “MORE”

Premessa

Le giornate si allungano sempre di più ,l’aria comincia a diventare sempre più insopportabile, la temperatura dell’acqua supera i 25° negli strati superficiali mentre quella dell’aria i 30°. Orde di “vampiri”non aspettano che il favore delle tenebre per iniziare il loro banchetto….siamo nel pieno della stagione estiva ,un periodo alquanto difficile per i  carpisti e per la nostra tecnica e di pari passo alle abitudini umane,le carpe si fanno più apatiche,meno propense ai banchettare con le nostre esche,scegliendo come zone di alimentazione solo determinati punti e in particolari periodi della giornata. Proprio tutte queste variabili coincidono con il periodo di ferie di molti di noi e a differenza del periodo invernale le ore di luce a nostra disposizione sono molte di più e al di fuori degli orari lavorativi. Quindi armiamoci di pazienza e cerchiamo di sfruttare a nostro vantaggio ciò che i mesi estivi ci offrono.

E’ cosa risaputa che in piena estate i punti più idonei ad intercettare le nostre amate baffute  sono quelli dove le temperature sono mitigate da fattori esterni quali affluenti,ombra offerta dalla vegetazione sulle sponde o gli strati più profondi delle acque,magari interessati da qualche sorgente.Tralasciando le condizioni meteo quindi tutte quelle variazioni significative  della  temperatura che possono generare una improvvisa attività alimentare andiamo a scoprire gli spot che in situazioni costanti per il periodo possono regalarci qualche cattura,tenendo conto che nonostante il rallentamento dell’attività e il cambiamento della propria dieta le carpe devono comunque alimentarsi.

La scelta dello spot

Alla luce di quanto affermato, potremmo sfruttare le abitudini normali dei ciprinidi in questo periodo,facendo leva su una sorta di condizionamento “naturale” ,magari integrato da una graduale introduzione dell’esca principale della nostra tecnica…la boile. Fondamentale risulta quindi  trovare quelle zone dove è possibile mettere in atto la nostra strategia aiutati da quello che madre natura offre nella stagione estiva. I mesi di Luglio e Agosto sono i mesi in cui la frutta raggiunge l’apice della maturazione e in particolare le more costituiscono una grossa percentuale di quella presente lungo le sponde di laghi e fiumi.

 Di conseguenza sono questi i frutti che finiscono in acqua al termine del loro ciclo di maturazione generando una sorta di pasturazione continua. Il grande contenuto di acqua e zuccheri fanno delle more un apprezzato alimento dalla maggior parte della popolazione ittica presente,in particolare del nostro target. Per l’individuazione dei posti dove calare i nostri inneschi,terremo quindi conto delle sponde in cui i rovi,pianta da cui nascono le more,protendono i loro rami a ridosso dell’acqua. I vantaggi dell’utilizzo di questa esca sono appunto una sorta di pasturazione preventiva naturale e il fatto che le zone interessate sono difficilmente accessibili,se non dalla sponda opposta garantendo una certa tranquillità da fattori esterni di disturbo. Per questo motivo e per il fatto che si tratta di una pesca a vista,molto utile risulta l’utilizzo del natante per calare i terminali nella maniera più precisa possibile. Le caratteristiche delle more si avvicinano molto per forma e dimensione a quello delle boiles, per questo possono essere integrate con palline molto simili.

Una volta scelto lo spot potremmo utilizzare anche delle boiles a base birdfood aromatizzato al mulberry  in modo da contrastare gli svantaggi che comporta l’utilizzo di questo tipo di esca. Infatti come precedentemente sostenuto la pasturazione naturale data dai frutti che cadono in acqua richiama non solo le carpe ma anche cavedani,scardole e le altre specie presenti che spesso si avventano sui nostri inneschi ripulendoli e  minandone l’efficacia. Quindi due possono essere le soluzioni per evitare la minutaglia e selezionare la taglia. Il primo può essere l’impiego di retine con il quale avvolgere le more generando un doppio o triplo innesco a seconda del diametro dei frutti,mantenendo la presentazione dell’esca il più naturale possibile.

La seconda soluzione è appunto quella di impiegare delle boiles che più si avvicinano all’alimento naturale sia per diametro che per gusto. Il fruit mix FBI aromatizzato al mulberry è un ottimo alleato nell’applicazione di questa strategia. Fondamentale per la selezione della taglia la compattezza della boiles e il diametro che comunque secondo il mio parere non deve superare i 20 mm. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico,i terminali saranno costituiti da un buon fluorocarbon o in alternativa,pescando nell’immediato sottoriva un trecciato da 25/30 lb.La misura dell’amo rapportata al diametro del frutto o dell’esca utilizzata con particolare attenzione a non sottodimensionarlo per evitare il cosiddetto effetto ombra. Altro piccolo accorgimento la lunghezza del capello;darei particolare attenzione alla distanza dell’esca alla curvatura dell’amo lasciandola non troppo lunga poiché pesce di disturbo potrebbe attorcigliarla compromettendo l’effetto dell’autoferrata. Gli stessi spot che interesseranno la pesca con le more,potranno portare risultati interessanti anche in autunno poiché la pasturazione naturale potrà essere integrata gradualmente e di seguito sostituita con la nostra regalando nel tempo piacevoli sorprese.

Pietro Cicchetti

Team FBI