Anche quest’estate ho dedicato una sessione ad uno dei tanti posti tutti da scoprire,e la mia scelta è caduta su un bacino del centro Italia,non molto distante dalla mia zona.Per la verità ho conosciuto questo bacino nel 1986,quando sedicenne,preticavo la pesca al colpo e già da allora lo scenario mi era apparso alquanto affascinante,sia per la conformazione idrogeologica che per la limpidezza delle sue profonde acque.Il lago di Talvacchia è un lago artificiale formato dallo sbarramento della diga costruita lungo il corso del torrente Castellano.Il lago prende il nome dall'omonimo borgo di Talvacchia (frazione del Comune di Ascoli Piceno) posto sul colle sopra la sponda marchigiana della diga.La diga fu costruita nel 1960 ed è alta 78 metri, per le sue dimensioni è una delle più grandi della regione Marche. Il confine che divide i territori delle Marche e dell'Abruzzo attraversa la zona mediana del lago.Le sue acque alimentano la Centrale idroelettrica di Capodiponte a Taverna di Mezzo, in aggiunta a quelle del Tronto provenienti dal bacino idroelettrico di Colombara/Tallacano.Nel periodo primaverile l'invaso è ricco di acqua, nel periodo autunnale è quasi completamente vuoto e si possono vedere vecchie case e ponti che normalmente sono sommersi.

Il lago ha una notevole presenza di pesci, in prevalenza ciprinidi di taglia, che ne fanno un richiamo per chi pratica la pesca ma ,proprio per le incisive variazioni dei livelli che rendono difficile l’accessibilità all’acqua, la pressione da parte dei carpisti rimane piuttosto scarsa. Ho scelto una postazione a circa metà lago dove sono stato preceduto dal mio amico carpista Matteo per una sessione settimanale,e le sue informazioni hanno colmato quel vuoto di notizie riguardo al comportamento delle carpe di Talvacchia. Il periodo estivo coincide con livelli medio bassi ma mi trovo comunque davanti un fondale molto variegato. Da sponda a sponda ho circa un centinaio di metri e due insenature,una alla mia destra sulla sponda opposta, e una alla mia sinistra dalla nostra parte ed in entrambe le zone ci sono spot interessanti.Capito a sinistra dove si trova  l’insenatura  prossima alla postazione,con il vecchio ponte sommerso che l’eco mi segna a circa 4 metri di profondità sul punto più affiorante.

Il ponte è collegato alla vecchia strada che corre sotto la nostra  sponda formando un primo interessante scalino dai cinque agli otto metri,segue un secondo dai nove ai 16 metri per poi spianare a 21 metri per circa 50/60 metri fino alla risalita della sponda opposta. Lungo questa distanza piuttosto omogenea si trova il letto del vecchio fiume visibile sull’ecoscandaglio a 22 metri e mezzo, caratterizzato da un fondale molle con accumulo di detriti. Decido di calare le canne in maniera differenziata la prima sulla strada sommersa del ponte a 8 metri sotto riva,la seconda su uno scolatoio d’acqua sulla riva opposta a 5 metri e l’altra  sempre sotto quella sponda ma sulla prima risalita a circa 10 metri. Per quanto riguarda gli inneschi uso Hipnosys frozen e normali da 24 e 20 mm più 666 bilanciate degli stessi diametri. A potenziare gli inneschi Spider e Squirty  fissati alle palline grazie all’impanatura di Junkie più l’immancabile palla di method intorno al piombo. Per quanto riguarda la pasturazione,mi affido alle isotek nei gusti fruits,spice e sweet corn che ho precedentemente ammollato nebulizzando gli attractive liquids 666 e Hipnosys allungati con acqua di cottura di tiger nuts.

Il primo pomeriggio e la sera trascorrono senza partenze,  qualche sporadico beep e due cavedani allamati nonostante gli inneschi generosi, segnalano che sugli spot scelti c’è una qualche attività. Nel cuore della notte, verso le due, il segnalatore comincia ad urlare mentre copro la distanza dei quaranta metri che separano la tenda dal pod con la velocità di un centometrista....sono sul pod,ferro ma sento che il pesce ha già avuto il tempo di andare ad incagliarsi e in pochi secondi rompo la lenza. Rinnesco la doppia bilanciata da 20mm sulla risalita a 9 metri e ritorno un po’ amareggiato in tenda pensando a dove potevo aver sbagliato.....questa volta chiudo l’apertura della tenda solo con lo scretch in modo da guadagnare qualche secondo per la prossima occasione

....le carpe c’erano e stavano comunque girando sul mio spot.Tra mille pensieri,fantasticando sulle sorprese che avrebbe potuto regalare quei fondali così irregolari e ricchi di ruderi,prendo nuovamente sonno. 

......continua...