Inverno…questione di tattica. Parte 2

 Grandi laghi artificiali:

Qui le nostre possibilità aumentano, in quanto i pesce dispone di profondità più elevate che si sa risentono meno degli abbassamenti di temperatura, e poi spesso anche i fiumi che alimentano questi invasi, spesso vanno in piena portando detriti e di conseguenza anche alimento naturale, se pur poco, quindi il pesce sarò più attivo rispetto a canali e piccole cave. Quindi anche qui vale il discorso di esche piccole e alleggerite, ma dovremo innanzitutto cercare anse esposte a sud per un motivo di irraggiamento solare e perché sono riparate dai vendi freddi del nord, quindi cercheremo grossi sassi o meglio pareti rocciose che degradano in acqua, buone per la notte, in quanto il calore che hanno assorbito durante il giorno sarà restituito durante, la notte, ottimi anche i vecchi letti dei fiumi o torrenti, se non hanno ovviamente profondità eccessive.

Anche alberi per metà sommersi, che in questi invasi, visto il periodo di “acque alte”, se ne trovano parecchi, offrono ottime zone di stazionamento per il pesce, come anche del resto molto presenti lo sono anche i ruderi sommersi, sono degli ottimi hot-spot, in questo caso però peschiamo con montature sicure per il pesce, visto la possibilità di infrenare i nostri terminali,  quindi line clip con piombo a perdere, e mai girella tra lead-core e lenza madre (sembra ovvio ma è sempre bene ricordarlo).

Laghi vulcanici:

La bellezza di questi laghi, soprattutto nei più grandi, tipo Bolsena e Bracciano, è che hanno la tendenza a raffreddarsi lentamente, rispetto ad altre acque, quindi offrono facilità di cattura anche a dicembre e gennaio inoltrato.Riveste un ruolo fondamentale in questi bacini il vento, se è vento caldo da sud meglio, ma nei laghi vulcanici ben venga anche la tramontana, l’importante è avere in “vento in faccia”, infatti in questi grossi bacini, il vento può generare onde alte fino a un metro, le quali facendo alzare la sabbia, fanno fuoriuscite i piccoli macroinvertebrati che vivono all’interno e dei quali le carpe vanno ghiotte, questo fa si che il pesce si spinga anche molto vicino a riva, anche nei grandi laghi vulcanici non sono da sottovalutare i canneti, soprattutto la notte sempre per il discorso dello scambio termico, in quanto questo come detto rilascia in acqua il calore accumulato con il sole durante il giorno. In questi grandi laghi, però consiglio vivamente, quando il vento spira troppo forte (sopra di 30km/h) di non rischiare ad uscire in barca.In questi laghi quindi si devo avere motori potenti, motori a scoppio oppure se elettrici non inferiori alle 54lb, ci vogliono anche barche serie, non gusci di noce, o gommoncini da spiaggia, barche sulle quali siamo montati degli stabilizzatori obbligatoriamente, o meglio ancora un gommone con chiglia (anche gonfiabile) che secondo il mio modesto parere è più stabile. In questi laghi d’inverno le acque sono molto limpide, e risulta essere molto utile l’utilizzo di un batiscopio, che permette di “mettere a fuoco” meglio il fondale dove andremo a calare, i nostri riferimenti in questi bacini, saranno i grossi massi sommersi, e se riusciamo a trovarle le sorgenti di acqua calda, visibili sull’eco come una colonna nera che dal fondo arriva fino in superficie, questi sono ottimi hot spot soprattutto in inverno.

In questi ambienti si prediligono finali in fluorocarbon o trecciati scuri o neri,che si mimetizzano bene con il fondale di sabbia basaltica, sono molto redditizie le pop up fluo, anche molto staccate dal fondo. E’ consigliabile accompagnare la pasturazione, oltre che alle stesse boiles da innesco, anche pellets oppure canapa o mais, il quale riesce meglio a trattenere eventuali branchi di passaggio nel nostro spot.

 

Fiumi:

                       

 

I fiumi li ho lasciati per ultimi, perché sono secondo me il top per la pesca invernale, in quanto la carpa è “costretta” a rimanere più attiva per via della corrente, quindi in questi ambienti d’inverno è più facile fare strike, ovviamente anche qui dovremo avere tutte le accortezze del caso, perché in inverno i fiumi si gonfiano spesso e possono diventare molto pericolosi, quindi evitare di pescare durante le piene e subito dopo il loro passaggio, soprattutto nei fiumi più grandi vanno usate barche serie con motori a scoppio, per non trovarsi in spiacevoli situazioni.

Quindi sono da prediligere giornate soleggiate, e con alta pressione atmosferica. Anche sui fiumi il discorso è molto ampio e non basterebbe un solo articolo dedicato a questo argomento per spiegarne le tattiche e gli approcci di pesca, anche perché soprattutto in fiume gli ambienti sono veramente tanti e molto differenti tra loro, a seconda della dimensione del fiume, della sua portata e della vicinanza o meno alla foce. Zone da prediligere, quindi sassaie e canneti, manufatti in cemento e piloni dei ponti  sempre per il discorso della scambio termico, anse golenali che diventano possibili zone di stazionamento soprattutto in fase di piena, curve del fiume dove si crea un erosione e spesso si formano buche profonde, e per finire le zone vicino alla foce, dove durante le fasi di innalzamento e abbassamento del livello dovuto alle maree, si creano situazioni in cui il pesce risulta attivo anche in pieno inverno.

A livello di attrezzatura di pesca, in fiume bisogna avere attrezzi strong, in quanto le carpe di fiume hanno una forza incredibile, e “giocando in casa” sanno sempre dove andare a rifugiarsi in caso di pericolo, e quindi creano “problemi” sia a noi che a loro stesse purtroppo, quindi mulinelli e canne potenti, piombi pesanti per stare in pesca,  e montature sicure per il pesce, visto i numerosi ostacoli che si ci sono in fiume e che si possono celare sotto la sua superficie, grossi alberi soprattutto che possono diventare per il pesce una trappola letale in caso di rottura se il nostro piombo non riesce a saltar via dalla montatura.

Per quanto riguarda le esche, ci vogliono di ottima qualità e molto digeribile, per gli inneschi in questi ambienti, soprattutto se c’è corrente preferisco inneschi affondanti

 rispetto ai classici invernali bilanciati o alleggeriti, in quanto (questo è un mio modesto parere…e quindi opinabile per carità) ma non amo vedere una pop up o un omino di neve che “svolazzano” in corrente, mi da poco di naturale ecco. In aeree golenali e con meno corrente invece possiamo tornare alla classica regola invernale, piccolo e leggero. E’ preferibile ovviamente come in altri ambienti di preparare lo spot con una pasturazione preventiva, nel caso in cui non avessimo avuto tempo di farla, optiamo per esche, altamente attrattive, dippate magari con attrattori e stimolatori di appetito, accompagnate da pellets e boiles spezzettate.

Spero con questo articolo di aver comunicato in sintesi, le principali tattiche e approcci per fare strike nel periodo più difficile dell’anno, ma in questa stagione ripeto massima attenzione alla nostra incolumità e sicurezza personale, perché l’inverno è un arma a doppio taglio può regalare, catture big e inaspettate ma allo stesso tempo può rivelarsi anche molto pericoloso.

Bella regina “vulcanica” presa con Tramontana a Bolsena in Gennaio.

IGOR FANI Team FBI