Riflessioni di un Carpista di Pietro Cicchetti

Credo di appartenere a quella categoria di carpisti di “vecchia data” ossia quegli anglers che hanno vissuto la nascita e la rapida evoluzione del carpfishing. Dalle prime fasi in cui era difficile documentarsi attraverso le riviste e trovare sul mercato attrezzature, a quella del boom di praticanti e aziende specifiche del settore. Mi sono chiesto molte volte i motivi di questa rapida crescita e alla fine credo che i principali, siano gli stessi che hanno spinto anche me.Per prima cosa la consapevolezza che una tecnica no kill si sposi a meraviglia con le tenzenze ambientaliste che proiettano il futuro dell’intera umanità.Poi sicuramente, il desiderio di dedicarsi un pò più di tempo attraverso una sorta di contatto “primordiale”con la natura. Anche la diffusione del nostro target un pò in tutte le acque,ha contribuito ad aumentare il seguito di pescatori sportivi.La nascita della nuova categoria di pescatori in continuo incremento ,ha conseguentemente visto lo sviluppo di aziende dedicate al settore. Fino a qui tutto normale,se non fosse per due variabili che hanno influenzato e contnuano a farlo,il mondo del carpfishing....il “tempo” inteso come spazio temporale del carpista medio per praticare la sua passione e wb/social network. Prendendo singolarmente i fattori,analizziamo come hanno influito sull’evoluzione del carpfishig:

-Tempo:

.....sicuramente alle origini il tempo a disposizione per pescare  (vuoi l’età ,vuoi per impegni sociali minori) era molto di più ma credo che fosse anche necessario poichè la pressione piscatoria era minore e la boiles un esca che richiedeva un periodo più lungo per essere riconosciuta come alimento.Il self made occupava gran parte del tempo libero a disposizione e il mercato offriva dei prodotti o troppo costosi o di qualità più scadente. Successivamente si è preso coscienza del fatto che un esca di bassa qualità,non solo non produceva catture costanti ma nel lungo termine le azzerava.Inoltre alcune soatanze leganti o conservanti potevano arrecare danni all’apparato digestivo delle carpe. E’ a questo punto che dei carpisti hanno creato delle aziende che hanno fatto della qualità il loro obbiettivo principale....e questo non per strategia aziendale ma per semplice logica “ se io come carpista e come figura lavorativa che vive di carpfishing ,non provvedo alla tutela delle carpe anche dal punto di vista alimentare (tra i mille probelmi che riguardano le nostre acque)metterei una grossa ipoteca  sul futuro della mia passione e della mia attività. Chiaramente c’è sempre qualcuno che antepone un facile e rapido guadagno a breve termine, ad uno modesto, continuativo ed eticamente valido.

-Web e social network:

...secondo me sono stati “il super propellente” per l’evoluzione del carpfishing in generale, nel bene e nel male.Pur presentando degli aspetti lontani da quelli originali ,hanno comunque rispecchiato quei mutamenti socioculturali e socio economici che hanno caratterizzato la nostra storia moderna. Sebbene abbiano generato fenomeni di”fashonizzazione” esaltando l’aspetto prettamente commerciale del carpfishing fatto a colpi di promoters e guerra dei marchi,a loro si deve riconoscere il merito di aver informato e messo alla portata di moltissimi praticanti tutti quegli imput tecnici ed etici. Credo abbiano messo di fronte all’opinione pubblica il reale stato di impoverimento delle nostre acque stimolando una reazione comune. E’proprio questa la parola chiave “reazione comune” cioè una linea di comportamento che vede tutti i vari componenti che ruotano attorno alla nostra tecnica,carpisti, aziende,associazioni di categoria ....tutti dalla stessa parte,operando ogniuno nel proprio campo d’azione ma con il fine unico di un futuro certo per ambiente e pescato..

Questo è il mio parere personale riguardo al carpfishing , tutte le mie scelte hanno un comune denominatore, cioè una sviscerata passione per questa tecnica ,sia il mio impegno in CFI culminato con l’approvazione di una legge di tutela che prevede una misura massima per la carpa (unica regione in Italia e nella storia del carpfishing italiano)  sia la mia collaborazione con FBI.

Quest’ultimo punto è stato la cosa più gratificante poichè ha dato un pesante contributo ad arricchire il mio bagaglio tecnico di carpista. Poter conoscere e sviluppare un esca non solo mi dà la garanzia di sapere quello che butto in acqua ,ma mi dà la possibilità di contribuire a migliorarne qualità ed efficacia.,facendomi sentire parte integrante di un progetto di larga scala. Sono anche convinto che questo vada anche oltre l’aspetto commerciale,infatti dare delle indicazioni su come si comporta un esca in quel determinato tipo di acque affinchè chi le usa possa ottenere dei risultati gratificanti la sento più un fine morale. Quando sento sul web inveire contro la figura del tester sono sicuro che chi sputa sentenze non conosce affatto quello che effettivamente svolge questa figura e forse la confonde con quella del promoter. Per come la intendo io un tester è colui che mette a disposizione di un azienda le proprie esperienze maturate nel corso degli anni fornendo degli imput che verranno elaborati e messi a disposizione degli altri carpisti. Ma il rapporto tra tester ed azienda va al di là dell’aspetto commerciale. Indubbiamente fa piacere avere il privilegio di provare qualcosa,alla quale sai di aver contribuito,prima dell’uscita sul mercato...così come  avere  dei prezzi di favore ma di conseguenza nasce una sorta di obbligo morale nei confronti di chi ha riposto fiducia nelle tue capacità,che all’atto pratico si concretizza in rapporti scritti,analisi fotografiche e ralazioni.Resta comunque alla base di tutto la fiducia nel prodotto e in tutti coloro che danno il proprio contributo per realizzarlo e migliorarlo. Poche sono le aziende che hanno fatto della qualità il proprio punto di forza,specialmente nell’attuale situazione di mercato nella quale si dà priorità ad un prodotto di basso costo supportato da ingannevoli coreografie.Ho scelto di collaborare con FBI proprio perchè sono convinto che faccia parte di questa virtuosa minoranza.